Nella splendida foto a lato, una formazione dell'annata 1931-32. Come si può notare dalla didascalia in basso nella foto, il Bologna era già stato rinominato e inglobato (dal 1927), per volere di Leandro Arpinati, nella cosiddetta "Bologna Sportiva", realtà che raccoglieva quasi tutti i sodalizi più importanti della città sotto un'unica bandiera. Il Bologna, quindi, assunse la nuova denominazione di "Bologna (Sportiva) Sezione Calcio". Nella foto, da sinistra, in piedi, la mitica linea d'attacco rossoblù: Gastone Baldi (in borghese), Bruno Maini, un dirigente dell'epoca, Rafael Sansone, Angelo Schiavio, Francisco Fedullo, Carlo Reguzzoni e l'allenatore Gyula Lelovich. Al centro, da sinistra, quelli della mediana: Aldo Donati, Mario Montesanto e Gastone Martelli. In basso, accosciata, la linea difensiva. Da sinistra: il massaggiatore Amedeo Bortolotti, Eraldo Monzeglio, Mario Gianni e Felice "Gisto" Gasperi.Probabilmente il Bologna più forte e spettacolare di tutti i tempi. La foto fa riferimento all'incontro Milan - Bologna del 13 marzo 1932, 1-0 per i rossoneri con rete di Pietro Pastore. Durante quell'annata, il Bologna rimase imbattuto per ben 19 (!) giornate. Cadde solo alla ventesima, a Roma, contro la Lazio - La "BrasiLazio", come era stata simpaticamente ribattezzata dai suoi tifosi, per via dei numerosi oriundi brasiliani presenti in squadra: "Filò" Guarisi, Del Debbio (che il Bologna aveva già incrociato nelle file del Corinthians, durante la tournée in Sud America del 1929), De Maria, Fantoni, ecc. -, con il punteggio di 2-1. Il Bologna perse quel campionato in maniera beffarda, dopo averlo comandato per ben 25 giornate. Subì il sorpasso della Juventus e poi perse in modo rocambolesco, per 3 a 2, nel confronto diretto a Torino: con Luis Monti - il centromediano argentino della Juventus, soprannominato in patria "Doble Ancho", per la sua fisicità imponente - che tentò di spezzare una gamba, intenzionalmente, a Schiavio (Angiolino non gli rivolse mai più la parola, a nulla valsero i tentativi di riappacificazione tentati da Vittorio Pozzo), e dopo essere passati in vantaggio per ben due volte, nel fango del campo di "Corso Marsiglia". Quel Grande Bologna si vide stoppata la strada verso lo scudetto da quegli eventi, e non riuscì a interrompere il "quinquennio" juventino. Ma in compenso, andò a raccogliere grandi soddisfazioni in campo internazionale, nella mitica Coppa dell'Europa Centrale, vincendola due volte, nel 1932 e nel 1934. Fu l'unica squadra italiana a riuscire nell'impresa. Tutte le altre fallirono - a cominciare proprio dalla Juventus - tentando di conquistare quella coppa: l'Ambrosiana Inter, la Roma, la Fiorentina, il Torino, la Lazio, ecc., ecc. Una bella soddisfazione e un giusto riconoscimento a una squadra formidabile, che ha segnato un'epoca del calcio italiano.

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